se penso al passato
ogni scelta, ogni azione
è sempre stata accompagnata dall'albero
la paura, l'odio, la gioia
sempre condivise con lui
come fosse lo scrigno di tutte le mie memorie
e ora non c'è più,
non segnerà più le stagioni
dormirà un sogno eterno
che tutto il mio odio
cada su chi ha dato l'autorizzazione a tagliarlo
che il loro corpo diventi legno
e freddo come tronco senza linfa
odio, immancabilmente odio
necessita vendetta...
ricordo ancora un giorno,
molti anni fa
che mi svegliai col rumore delle seghe elettriche
c'erano degli operai sotto l'albero,
io sono corsa in pigiama fino in mezzo al campo
(che è comunale)
e ho chiesto cosa facessero
dovevano solo potare la riva
"non li tagliate gli alberi?"
"no, non dobbiamo tagliarli"
e adesso che dovevano tagliarli
io non c'ero
non ero più a casa mia
e non ho potuto nemmeno provare a fermarli
come andare via
e scoprire che quando torni non c'è più nessuno
mi sento incredibilmente in colpa per la sua morte
anche se so che non è colpa mia
scusa
domenica, 28 ottobre 2007






